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G e s i c o  -  Terra di Santi e Marchesi

Introduzione di Rodolfo CANCEDDA

Con vivo piacere accogliamo l'invito a dare un piccolo contributo alla prima monografia storica sulla comunità Gesichese. Un testo importante per l'avvio di un processo di recupero della nostra identità. Un lavoro certosino degli autori imperniato a far conoscere Gesico nei suoi vari aspetti partendo dalle radici storiche che affondano nella notte dei tempi. Raccontare quello che il paese è stato e sarà attraverso la vita di tutti i giorni, dei suoi abitanti, degli usi e dei suoi costumi. Il tutto rapportato alla stessa essenza della comunità di cui il Santo Martire Amatore rappresenta l'emblema, al contrario del marchese di San Tommaso.
Di Gesico Luigi Meneghello nel suo lavoro "Libera nos a malo'', scrive: "Il Paese di una volta aveva un suo pregio: formava una comunita' urbana modesta ma organica. Ci conoscevamo tutti, il rapporto tra i vecchi e i giovani era più naturale, il rapporto fra gli uomini e le cose era stabile, ordinato, duraturo.
Duravano le case, le piccole opere pubbliche, gli arredi, gli oggetti d'uso: tutto incrostato di esperienza e di ricordi ben sovrapposti gli uni agli altri". Bene, questo libro punta al recupero di queste emozioni nella speranza di spingere nel prossimo futuro altri giovani al recupero della storia locale, delle tradizioni. Avviando un approfondito dibattito sulle potenzialità espresse dal nostro paese nei vari periodi storici.
Chi scrive, nella tesi di laurea "Storia di Gesico dal 1700 al 1760", ha avuto modo di analizzare e studiare gli aspetti demografici della Gesico del '700 interessanti ed allo stesso tempo, utili a conoscere la realtà, i problemi, le aspirazioni di quel determinato periodo e a colmare un vuoto della piccola storia di Gesico. Per Franchini, una delle maggiori povertà di un popolo è quella di non possedere una propria storia, di non avere una coscienza di sé, di perdere le ricchezze più profonde della tradizione.
Dobbiamo lavorare per evitare questo. Ben vengano, dunque, opere che ricordano il Dantesco passo del buon sartore "che com 'elli ha del panno, fan la gonna". Ogni Comune come anche il nostro, ha i suoi ricordi, le sue leggende, le sue tradizioni, le sue memorie.
La maturità, è una coscienza storica sulla propria identità. Ed è in questa direzione che l'Amministrazione comunale per oltre un decennio ha lavorato. Il tutto non s'inventa ma è frutto di un lavoro svolto da un gruppo di uomini e donne che credono nei valori dell'amicizia dell'operosità e della coerenza, improntate a servire e sempre pronti a scendere le scale quando gli obiettivi prefissati vengono raggiunti. Il lavoro degli autori sembra voler cogliere proprio questo spirito che ha caratterizzato e informato tutta l'attivita' dell'Amministrazione come dimostrano il recupero della nostra memoria e nello stesso tempo lo sviluppo del nuovo.
Basti pensare all'inserimento nel circuito delle undici ''Citta' italiane delle Lumache'' del quale Gesico fa parte integrante. A tutto ciò si aggiunga la presenza costante nelle maggiori riviste e nei quotidiani ai quali si deve la notorietà del nostro piccolo centro. Particolarmente interessante, a questo proposito, si è rivelata la scelta degli autori di limitare il testo a favore del materiale fotografico grazie al quale tutti, grandi e piccoli potranno meglio apprezzare la comunità di un tempo.
Per molti sarà come tuffarsi nell'album di famiglia per scorgere visi più o meno noti, scorci scomparsi di un centro soggetto, come gli altri, ad un processo di sviluppo e di modernizzazione caratterizzato, purtroppo, dalla crisi dei rapporti sociali tradizionali della comunità. Un mondo dove tutto sembrava avere un senso diverso da quello di oggi. Dove la vita privata di ciascuno era indistinguibile da quella pubblica. Quando non bastava il cognome, sovente interveniva il sopranome di famiglia a definire o a conoscere l'identità di ognuno di noi. Gli stessi rapporti parentali erano visti e "letti" differentemente rispetto ad oggi. La speranza è proprio questa. Di un ritorno agli aspetti positivi del paese di un tempo su cui costruire la Gesico del futuro.
Un ruolo importante riservato alle persone anziane, scrigni di una memoria storica che non può sparire. Sarebbe una perdita molto grave per tutti. Auspichiamo ancora che queste pagine fungano da stimolo per tutti coloro i quali intendono misurarsi in quest'ambizioso obiettivo. Finalizzandolo a costruire, nel terzo millennio, un paese che non sia solo un puntino sulla carta geografica del mondo, ma divenga, per dirla con Cesare Pavese un "Paese dove, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'e' qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti''.

Per l'Amm.ne Comunale
Rodolfo Cancedda


gesico@tin.it

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